QubiTO Quantum Seminars
Tre seminari sui fondamenti della meccanica quantistica, con Marco Giovanelli, Marco Genovese e Davide Romano.
Nei mesi di giugno e luglio si sono tenuti tre seminari dedicati ai fondamenti della meccanica quantistica, nei quali si è discusso di alcuni problemi aperti nell’interpretazione della teoria, come la questione della sua completezza e quella del significato della funzione d’onda, ponendo l’accento anche sulle implicazioni formali e sperimentali che la critica dei principi porta con sé.
Il ciclo di seminari ha visto avvicendarsi alla cattedra il prof. Marco Giovanelli, storico e filosofo della fisica, professore associato di storia della filosofia presso l’università di Torino, il prof. Marco Genovese, direttore del centro di ottica quantistica dell’Istituto Nazionale Ricerca Metrologica e socio corrispondente dell’Accademia delle Scienze di Torino, e il dott. Davide Romano, ricercatore in filosofia della fisica presso l’università di Verona.
Le lezioni si sono tenute in inglese e sono durate circa un’ora, al termine della quale è seguita una discussione.
Programma
I ragionamenti di Einstein contro la completezza della meccanica quantistica
10 giugno 2026, ore 19:00, aula 1S. Relatore: prof. Marco Giovanelli (UniTo).
Questo seminario ha offerto una panoramica storica degli argomenti di Einstein contro la completezza della meccanica quantistica dalla metà degli anni ‘30 alla metà degli anni ‘50. È stato mostrato che questi argomenti assumono la forma di dimostrazioni per assurdo: se la descrizione quantomeccanica è completa, si devono accettare conseguenze che appaiono fisicamente inaccettabili.
Sono state discusse due versioni di questa strategia, a seconda della conseguenza in gioco. Gli argomenti di realtà sostengono che la completezza ci costringerebbe a negare stati reali definiti anche ai sistemi macroscopici prima della misurazione. Gli argomenti di separabilità sostengono che la completezza renderebbe lo stato di un sistema dipendente da una misurazione eseguita su un altro sistema spazialmente separato.
Sebbene la letteratura abbia generalmente enfatizzato quest’ultimo in relazione all’argomento EPR, il relatore ha sostenuto che la preoccupazione centrale di Einstein sia espressa più chiaramente dal primo. Gli argomenti di separabilità funzionavano come una deviazione, permettendo ad Einstein di aggirare la negazione positivista secondo cui le domande sullo stato reale di un sistema prima della misurazione avessero senso.
Una volta che Einstein riconobbe i limiti di questa strategia indiretta, i suoi scritti successivi tornarono all’argomento della realtà, che affrontava più direttamente la sua preoccupazione fondamentale: i sistemi microscopici, non meno di quelli macroscopici, devono possedere stati reali definiti indipendentemente dall’osservazione, poiché non è possibile tracciare un confine netto tra oggetti atomici e corpi macroscopici.
Entanglement, disuguaglianze di Bell e la nostra visione del mondo
26 giugno 2026, ore 18:00, aula 1S. Relatore: prof. Marco Genovese (INRiM).
L’entanglement è il tratto caratteristico della meccanica quantistica ed è stato alla base di gran parte del dibattito sui fondamenti della disciplina, diventando più recentemente anche una risorsa fondamentale per la seconda rivoluzione tecnologica quantistica.
A partire dal 1935, l’articolo EPR ha sollevato la questione se il mondo sia veramente probabilistico o se esista una teoria deterministica più generale, di cui la meccanica quantistica rappresenterebbe un’approssimazione. Un contributo fondamentale è stato il teorema di Bell del 1964, il quale ha dimostrato che le teorie a variabili nascoste locali (LHVT) e la meccanica quantistica non producono previsioni identiche per gli esperimenti sulle correlazioni degli stati entangled.
Questo articolo teorico ha dato il via a un lungo lavoro sperimentale culminato con gli esperimenti del 2015 che hanno falsificato le LHVT in modo definitivo, senza alcuna possibile scappatoia (loophole).
In questo seminario, il prof. Marco Genovese (INRiM) ha presentato questi temi, discutendone l’impatto sulla nostra visione dell’universo.
Dare senso alla funzione d’onda
10 luglio 2026, ore 18:00, aula 1S. Relatore: dott. Davide Romano (Università di Verona).
Il dott. Davide Romano (Università degli Studi di Verona) ha discusso della teoria di Bohm come approccio realista alla meccanica quantistica e della natura della funzione d’onda.